Fianco della navata dell'Abbazia di San Galgano senza tetto, in pietra e mattoni, circondata dal prato
Abbazia di San Galgano — foto: Spike · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Nella piana ai piedi di Chiusdino, tra campi e filari di cipressi, si innalzano le arcate di una delle architetture più emozionanti d'Italia: l'Abbazia di San Galgano, grande chiesa gotica rimasta senza copertura, dove al posto delle volte c'è il cielo. Poco sopra, sulla collina di Montesiepi, una piccola rotonda custodisce la celebre spada nella roccia. Per chi soggiorna a Villa Montalcinello questo complesso è a pochi minuti d'auto: la prima, irrinunciabile escursione della vostra settimana in Val di Merse.

La storia di Galgano, il cavaliere che rinunciò alle armi

Tutto ha inizio con Galgano Guidotti, giovane cavaliere nato a Chiusdino intorno alla metà del XII secolo. Secondo la tradizione, dopo una visione dell'Arcangelo Michele decise di abbandonare la vita mondana e, sulla collina di Montesiepi, conficcò la propria spada nella roccia, trasformandola in una croce. La sua conversione è collocata nel Natale del 1180; visse da eremita su quell'altura fino alla morte, avvenuta nel 1181.

La fama del santo si diffuse rapidamente e attirò nella valle i monaci cistercensi, che prima si stabilirono presso l'eremo e poi decisero di costruire, nella piana sottostante, una grande abbazia.

L'abbazia senza tetto

Il cantiere dell'abbazia prese avvio intorno al 1218 e proseguì per buona parte del Duecento; la chiesa fu consacrata nel 1288. Si tratta di uno dei più importanti esempi di gotico cistercense in Italia: pianta a croce latina lunga circa settanta metri, tre navate, pilastri slanciati, monofore e un grande rosone in facciata. L'alternanza tra la pietra chiara e il cotto rosso conferisce all'insieme un colore caldo che cambia con le ore del giorno.

Dopo secoli di prosperità, il complesso conobbe una lunga decadenza. Le coperture vennero meno, nel 1781 crollarono le volte superstiti e nel 1786 cadde anche il campanile; pochi anni dopo la chiesa fu sconsacrata e abbandonata. È proprio questa condizione di rovina a renderla oggi così suggestiva: camminare lungo la navata con l'erba sotto i piedi e il cielo al posto del soffitto è un'esperienza che difficilmente si dimentica. Accanto alla chiesa si conservano parte degli ambienti monastici, come la sala capitolare.

Consiglio pratico: visitate l'abbazia nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio, quando la luce radente entra dalle finestre gotiche e i visitatori sono meno numerosi. Orari e biglietti cambiano con le stagioni: verificateli sui canali ufficiali prima di partire.

L'Eremo di Montesiepi e la spada nella roccia

Dall'abbazia, un breve sentiero in salita conduce alla Rotonda di Montesiepi, costruita nel luogo in cui Galgano visse da eremita e completata già nel 1185. L'edificio ha una singolare forma cilindrica, sormontata da una cupola emisferica decorata con anelli concentrici alternati di cotto e travertino, in stile romanico. Al centro, protetta da una teca, emerge dal masso l'elsa della spada che la tradizione attribuisce al santo.

Non uscite senza aver visto la cappella laterale, affrescata tra il 1334 e il 1336 da Ambrogio Lorenzetti, uno dei grandi maestri della pittura senese del Trecento. Tra le scene si riconoscono una Madonna in Maestà e la figura di Eva: un piccolo gioiello che merita qualche minuto di attenzione.

Come organizzare la visita

Il complesso è comodamente raggiungibile in auto da Montalcinello. Per visitare con calma abbazia ed eremo calcolate un paio d'ore, scarpe comode per la salita a Montesiepi e, in estate, un cappello: la piana è poco ombreggiata. La visita si abbina perfettamente a quella di Chiusdino, paese natale del santo, per ripercorrere l'intera vicenda in una sola giornata.

L'abbazia, con la sua acustica e la sua atmosfera, ospita talvolta concerti ed eventi culturali, soprattutto nei mesi estivi: per conoscere il calendario conviene consultare i canali ufficiali del Comune di Chiusdino. Rientrati in villa, potrete godervi il tramonto dal giardino a terrazza, con la piscina e il panorama sulle colline. Altri spunti per le vostre giornate vi attendono nella pagina dei dintorni e nell'articolo dedicato a Montalcinello e Chiusdino.

San Galgano a pochi minuti da Villa Montalcinello

Soggiornate in un ex convento del Trecento a pochi minuti dall'abbazia: la villa accoglie fino a 13 ospiti, ideale per famiglie e gruppi.